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Delusione, cosa fare per uscirne?

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Cos’è la delusione? Qualcosa che dipende da noi o dall’altro? Cosa c’è dietro frasi come  “Mi hai deluso!” “ Ti credevo diverso” e giù di lì?

Per trovare le nostre risposte occorre partire dal significato di questo termine. 

Delusione: il deludere o l’essere deluso; sentimento di amarezza di chi vede che la realtà non corrisponde alle sue speranze.

– Treccani

Delusione: Stato d’animo di tristezza provocato dalla constatazione che le aspettative, le speranze coltivate non hanno riscontro nella realtà.

– Corriere

In queste due definizioni troviamo una chiave di lettura piuttosto interessante con cui guardare quel sentimento di tristezza, sfumato di rabbia, che nasce quando la realtà non corrisponde a ciò che credevamo, o speravamo.

Non è una parola certamente piacevole da sentirsi dire, anche se ci aiuta a cogliere quel sentimento di amarezza che nasce quando l’altro vede disattese le sue aspettative, ovvero quando la realtà non corrisponde a ciò che credeva o sperava.

Difatti ciò che porta alla luce un “Mi hai deluso!” o un “Ti credevo diverso!” è che la persona si era creata un’idea di noi che non abbiamo soddisfatto. 

Cosa fare e come gestire ciò?

Ogni persona ha un modo diverso di affrontare la delusione. C’è chi si chiude a riccio e chi ne parla. C’è chi risponde allontanandosi e chi aggredendo…

Penso che non vi sia un modo giusto o errato di affrontarla, ognuno di noi l’affronta come può e con i mezzi che ha in quel momento, anche se credo che alcuni atteggiamenti favoriscano l’uscita dalla delusione. Uno di essi è avere una comunicazione assertiva ed empatica.

Ad esempio, se sono chi si sente delusa, posso provare ad esprimerlo in modo chiaro e neutrale, senza attaccare l’altro, descrivendo cosa mi ha deluso e perché mi sento tale.

Modello di comunicazione:

Nella situazione z credevo tu facessi x, il fatto che tu abbia fatto y mi ha deluso perché io mi aspettavo da te x in quanto per me significa… 

In tal modo non sto accusando o attaccando l’altro. Anzi, sto dando all’altro anche la possibilità di vedersi attraverso i miei occhi e di comprendere quali aspettative avevo.

Mentre, nel caso in cui io fossi l’altro, colui che si sente dire “Mi hai deluso!” o “Ti credevo diversa!” ciò che posso fare è ricordare è che non è un attacco personale ma una comunicazione di un’aspettativa tradita.

Esempio.

Mi dicono “mi hai deluso.”

Anziché concentrarmi su pensieri come “Sono una delusione” o similari, sposto il focus mentale su “Qualcosa l’ha delusa” e la contestualizzo:

Carmela si sente delusa da me perché si aspettava x e io ho fatto y, cosa posso fare per andarle incontro?

Come vedi, sono accortezze che possono avere un grande impatto nella nostra vita affettiva.

Inoltre, da ciò che abbiamo visto, la delusione non è un sentire che facilità l’interazione, anzi, se gestita male, corrode. Tuttavia possiamo percepirla come qualcosa che ci mostra ciò che è importante. Poiché le aspettative che nutriamo sono anche una proiezione di ciò in cui crediamo.

Forse l’essenza della delusione sta proprio in ciò: un sentimento intimo e contrastante, che ci dice qualcosa su noi stessi e sui nostri rapporti.

Difatti io credo che la delusione possa essere vista in due modi:

  1. qualcosa che separa quando l’aspettativa non può essere gestita e soddisfatta in alcun modo nella realtà.
  2. qualcosa che consolida il legame quando porta alla luce cose di noi che attraverso l’altra persona possiamo osservare, valorizzare o destrutturare.

Cosa è importante tenere in mente per gestire la delusione

Nella gestione della delusione, soprattutto nelle relazioni che per noi sono importanti e che vogliamo nutrire e portare avanti, c’è da tenere presente quanto segue:

  • Come mi sento in merito a
  • Come si sente l’altro in merito a
  • Cosa possiamo fare insieme per andare nella stessa direzione e superare le difficoltà.
  • Cosa posso fare io per andare incontro all’altro.
  • Cosa può fare l’altro per venirmi incontro.

Inizia da piccoli passi, dalla cosa più semplice, faciliterà il tutto.

Tieni presente che

Una delusione non gestita è come una ferita che abbiamo cucito senza disinfettare: può avere delle conseguenze amplificate.

Non parlarne, chiudere la pratica senza darsi il tempo di capire cosa ci ha deluso o cosa ha deluso l’altro, non solo può mettere l’altra persona nella condizione di portare avanti comportamenti che percepiamo come deludenti e farci arrivare ad un punto in cui le emozioni di ostilità superano quelle di stima e affettività, alterando il rapporto sempre di più, ma può generare in noi anche un senso di sfiducia e di chiusura verso gli altri.

In linea conclusiva, così come tutti gli stadi emotivi non gestiti ci alterano, anche la delusione, non gestita o non affrontata, può alterarci e impedirci di essere serene e felici. Quindi la domanda è: cosa sei disposta a fare per uscire dallo stadio emotivo della delusione e approdare ad uno stadio emotivo più appagante?

Se vuoi fare chiarezza o vuoi parlarne, scrivimi.

Ti abbraccio, Carmela ❤️😘

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