Life Mental Coach

Non ci riuscirai mai o adesso?

Lascia perdere, tanto non ci riuscirai!

Non fa per te!

Fidati, te lo dico per esperienza… non ci riuscirai mai!

Non sei adatta!

Quante volte ti sei sentita dire frasi così nella tua vita o quante volte le hai pronunciate senza pensarci?

Beh, a me le hanno dette diverse volte, quindi conosco molto bene lo stato emotivo che causano nelle persone… dubbi, timore, incertezza, demotivazione, frustrazione…

Certo c’è anche chi reagisce infischiandosene.

Tuttavia, quando qualcuno ci parla di sogni, o di obiettivi, o di qualunque cosa gli fa battere il cuore, spesso diamo opinioni piuttosto dure, mentre dovremmo tenere in mente due cose molto importanti:

  1. Se per qualche motivo in una determinata cosa abbiamo ottenuto risultati scadenti, non vuol dire che anche gli altri avranno risultati scadenti.
  2. Chi pensa che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ha deciso di scendere in campo per scoprire se è davvero così.

Perché dico questo?

Perché

Tutto il progresso, tutta l’evoluzione, si basa su come trasformare quello che tutti credono impossibile in fattibile.

Pensa al grande Leonardo Da Vinci quando progettò la macchina volante… venne preso per pazzo… fu definito un illuso… oggi abbiamo gli aeroplani. Quindi, vedi, non era poi così impossibile.

Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.

– Albert Einstein

Ma come mai oggi voglio affrontare proprio questo argomento?

Ero a fare la spesa ed un ragazzino, che cercava di guidare il carrello, si è sentito dire dalla mamma testuali parole “Non ci riuscirai mai a guidarlo, dammi qua!”. Allora, sapendo il danno che quelle parole avrebbero potuto causare in quel piccoletto, guardandolo gli ho detto “Non ci riesci adesso! Sono sicura che un giorno saprai guidare benissimo!” e gli ho sorriso facendogli l’occhietto.

Non ci riuscirai mai è una frase killer.

Un genitore, un educatore, un insegnante (chiunque ha autorità o viene visto da altri come una figura autorevole) e la pronuncia, per abitudine o inconsapevolezza, appena ha un barlume di lucidità, dovrebbe tornare dal bambino o dall’adolescente o davanti a chiunque l’abbia detta ed effettuare una correzione linguistica.

Come?

Contestualizzandola.

Non ci riesci adesso.

Mai crea impotenza. Quindi depotenzia e inibisce la persona.

Invece…

Adesso crea speranza e nutre il desiderio. Quindi mette la persona nella modalità “cercare soluzione per riuscirci”.

Anche se possono sembrare piccolezze, hanno un grande impatto.

Vedi, il linguaggio può far entrare le persone in un vortice di depotenziamento personale che può causare effetti devastanti quali insicurezze, scarsa autostima, credenze limitanti e auto-sabotanti, senso di impotenza, frustrazione, pensieri pessimisti, ecc… e se pensi che Martin Seligman definisce la depressione come il massimo apice del pessimismo, avrai chiaro l’impatto che può avere. Ma fortunatamente la giusta comunicazione può aiutarle a prendere coraggio e sbloccarsi, a superare se stesse.

In fondo è questo quello che facciamo noi coach, mettiamo in dubbio tutte le credenze depotenzianti e attiviamo le risorse delle persone affinché abbiano successo e raggiungano quello che si prefiggono.

Se ti è capitato che qualcuno ti dicesse frasi come “Non ci riuscirai mai” o “Lascia perdere, tanto non fa per te!” o giù di lì… Voglio raccontarti una storia…

A proposito di ciò che gli altri dicono e del potenziale umano…

A Jacob Barnett (Jake) a 2 anni fu diagnosticata la sindrome di Asperger, una forma di autismo.
Secondo i medici di Indianapolis, i primi che gli diagnosticarono la sindrome, Jacob non sarebbe mai stato in grado di leggere, scrivere o allacciarsi le scarpe.

Tuttavia Jacob è entrato all’università a dieci anni, si è laureato a undici e a dodici è diventato ricercatore in fisica quantistica. Il suo quoziente d’intelligenza è di 170, superiore a quello di Albert Einstein (160). Inoltre, più volte è stato citato come possibile candidato al Nobel per la Fisica per le sue ricerche su una teoria della relatività alternativa a quella di Einstein.

Davvero sbalorditivo, vero?

Quindi…

Spero che adesso ti sia chiaro che

Una cosa è ciò che pensano che tu sia, un’altra ciò che sei realmente. Così come una cosa è chi senti di essere adesso e un’altra chi puoi diventare. Così come una cosa è quello che sai fare ora e un’altra ciò che puoi fare domani.

Se qualcosa ti crea incertezza o senti che ti blocca e vuoi parlarne, scrivimi.

Ti abbraccio, Carmela 😊❤️

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