Life Mental Coach

Relazione in crisi o chance per amarsi meglio?

Relazione in crisi Carmela Bianco

La tua relazione è in crisi? Pensi che la tua compagna o il tuo compagno non ti ami più come prima? Senti che qualcosa sta cambiando? In questo post osserveremo le relazioni da una prospettiva diversa, ampia, ciò ti darà la possibilità di aumentare la tua consapevolezza su una specifica relazione e di fare nuovi accordi con te stessa e amare meglio, l’altro e te stessa.

Prima di scrivere questo post ho creato un dibattito sulle relazioni di coppia in cui ho posto a diverse persone le seguenti domande:

Pensiamo che l’altro non ci ami perché non ci ama davvero o perché non riesce a mediare tra i suoi bisogni e i nostri? Entriamo in relazione per soddisfare i nostri bisogni o per prendere qualcosa che ci manca? Vogliamo essere amati o vogliamo darci all’altro? Cosa motiva il nostro agire?

Alcuni mi hanno fatto dono di condividere con amore i loro intimismi. Altri hanno preferito, in accordo con se stessi, darsi una risposta in solitaria. Quello su cui tutti abbiamo concordato è che una relazione autentica ed equilibrata è una relazione dove non si innescano meccanismi di potere. Dove noi abbiamo fiducia del nostro partner e agiamo la fiducia e l’amore.

Mentre una relazione diventa disarmonica quando la relazione passa da io con te, tu con me, noi insieme, a io prima di te, tu prima di me, noi prima di tutto. Un noi non autentico e surreale, fatto di schemi, di paure, di aspettative utopiche, e altro, che prevarica e soffoca quella che è l’unione, ovvero due anime che si accolgono nella pienezza e si sorreggono in modo bidirezionale per un evoluzione reciproca.

Perché ti sto dicendo ciò?

Perché, come possiamo costatare osservando le nostre storie amorose, nessuno entra in relazione per stare male. Tutti entriamo in relazione mossi dal desiderio di stare bene. Quindi, la domanda sorge spontanea: come mai poi stiamo male e si crea una crisi?

A mio avviso ci troviamo a soffrire per diversi fattori, tra cui schemi e automatismi compartimentali ed emotivi che agiamo o agiscono le persone con cui ci relazioniamo.

Possiamo agire sugli altri? No.

Possiamo agire su noi stessi. Sui nostri schemi e sui nostri approcci. Sulla nostra consapevolezza relazionale: su chi siamo noi e su cosa agiamo nella relazione.

L’altro è libero quanto noi di scegliere ciò che è meglio per se.

Ci capita di credere di sapere cosa è meglio per l’altro? A volte sì, e agiamo tale credenza, anche se è opportuno dire per onestà verso noi stessi e verso l’altro che è pur sempre una credenza indotta dai nostri pensieri e dal nostro modo di percepire la realtà.

Quindi ciò che si può fare in questi casi, a mio avviso, è prendere in considerazione il pensiero che se noi vogliamo essere liberi di agire l’amore nei mezzi e nei modi in cui noi riteniamo opportuni dobbiamo concedere anche all’altro ciò. Altrimenti la relazione passa da amarsi a prevaricarsi. E il prevaricarsi non è mai una relazione d’amore ma una relazione di potere: un tu mi ami se… tu mi ameresti se… se tu mi amassi…

Quando agiamo una di queste tre varianti, in pratica stiamo chiedendo all’altro di eliminare la sua individualità e di essere qualcosa che lui non è ma che noi vogliamo che sia. In breve gli stiamo chiedendo in modo indiretto di dimenticare i suoi bisogni per soddisfare i nostri.

Una relazione così porterà a schemi che causeranno malessere.

Quindi, cosa fare?

Il focus della coppia per ottenere una relazione armonica e piena, ovvero una relazione a due, e non a uno, (le relazioni di potere sono relazioni a uno, perché annullano i desideri e i bisogni dell’altro per soddisfare i propri), va orientato su “cosa possiamo fare entrambi per essere solidi e felici insieme?”

È chiaro che questa domanda fa la differenza in quelle coppie o relazioni in cui si vuole costruire… quando si vuole un futuro con chi abbiamo accanto.

Se la conflittualità o la crisi della relazione avviene perché dentro di noi sappiamo che la persona che abbiamo accanto non va bene per noi, possiamo porci due domande:

  1. su quali basi fondo il mio pensiero che lui/lei non va bene per me?
  2. cosa mi fa restare in una relazione che sento non adatta a me?

Qualsiasi cosa emerga, va bene, perché ci darà modo di conoscere e armonizzare, di fare chiarezza con noi stessi e rompere schemi e cicli.

Ricordiamoci che

Relazionarci, capita. Avere una relazione profonda e autentica, è una scelta.

È tendenza comune colpevolizzare l’altro quando la relazione va in crisi o non ci soddisfa, anche se la libertà – intesa come agire l’amore per se stessi e lasciar che gli altri agiscano tale amore – fa sì che non vi sia alcuna colpa, ma solo individui che agiscono da un livello emotivo differente.

Ti faccio un esempio pratico.

Io e la mia compagna siamo entrambe in pausa dal lavoro. La chiamo con l’intenzione di usare la pausa comune per ritagliare uno spazio d’amore. Lei, nonostante la pausa, ha una mole di lavoro arretrato così denso da non poter concederci spazio, ciò le crea frustrazione e amarezza, quindi risponde con un vago “Non posso”.

Così come lei nel “Non posso” maschera la frustrazione e nasconde il desiderio di vederci, anche io posso vivere la risposta come un rifiuto o come un “non ha voglia” o con infinite variabili dettate dal mio stato emotivo di quel momento.

Come si esce da ciò?

Autenticità, sia emotiva che comunicativa.

Ti faccio un esempio di comunicazione autentica ed empatica basata sulla variante di prima.

Io: Amore ho pensato di ritagliarci uno spazio per noi vista la pausa, come la vedi? 😊

Lei: Vorrei, tuttavia ho una mole di lavoro arretrato da smaltire. 😑 Mi piacerebbe se passassi di qui 😍 ho sempre tempo per un bacio. ❤️

Come vedi in questo esempio, siamo usciti dall’ipotetico e siamo approdati a cosa vogliamo, cosa ci impedisce di ottenerlo e una mediazione.

Intenso questo post, vero? ❤️

Tuttavia prima di salutarti, voglio offrirti uno strumento utile.

Esercizio per aumentare la consapevolezza su una specifica relazione.

Per fare questo esercizio ti serve un foglio, una penna e la voglia di migliorare.

Hai tutto?

Perfetto😉

Prendi il foglio e la penna.

Fatto?

Andiamo avanti. 😊

Pensa ad una specifica relazione e poi scrivi la seguente domanda.

Da 1 a 5, in cui 1 rappresenta il minimo e 5 il massimo, quanto mi concedo la libertà di essere autentica nella relazione con (scrivi il nome della persona)?

Dai la tua risposta.

Appena hai finito, passiamo al prossimo step.

Adesso scrivi.

Da 1 a 5, quanta libertà concedi a (scrivi il nome della persona con cui vuoi fare l’analisi attuale) di essere autentica con te?

Rispondi.

Appena hai terminato di scrivere, passiamo alla successiva.

Quali azioni senti o immagini di poter fare nell’immediato per portare (il tuo numero) a 5?

Rispondi.

Appena hai finito, rileggi tutto.

Fatto?

Perfetto.

Qualunque cosa sia emersa. È ok. Considera che adesso hai degli elementi in più su cui lavorare per migliorare la tua relazione.

Puoi farcela. Ne sono sicura.

Se ti dovesse servire una mano per portare la tua relazione ad un altro livello, sono qui, scrivimi.

Spero che questo post, ti abbia dato degli spunti importanti per vedere la crisi di coppia da una prospettiva diversa. Se ti va, fammelo sapere nei commenti o in privato, usa la forma che preferisci.

Ti abbraccio, Carmela ❤️😊

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