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Tre pensieri egoici che ostacolano la comunicazione e come evitarli

tre pensieri egoici Carmela Bianco

Vuoi superare le barriere e comunicare meglio? Alcune tue conversazioni iniziano in modo pacifico e poi prendono una piega altezzosa e scontrosa? Allora questo articolo può esserti utile.

Di seguito ti mostrerò quali sono i 3 pensieri egoici che ostacolano la comunicazione ponendoci in una situazione di conflitto e come evitarli. Inoltre ti racconterò un episodio della mia vita quotidiana in cui la mediazione comunicativa è stata di fondamentale importanza.

Sei pronta? Iniziamo 😉

Primo pensiero egoico: io sono migliore di te.

Durante i dibattiti, soprattutto in quelli su argomenti che ci stanno a cuore, ci scatta qualcosa dentro che ci spinge a dover dimostrare di essere superiore della controparte e di saperne di più rispetto ad essa, e ciò nella pratica ci pone in modalità di attacco e di voler avere la meglio.

Come evitarlo?
In uno scambio di pareri ascolta l’altro e rammenta che

  • A nessuno piace sentirsi inferiore. Sentirci tali ci indispone poiché si attivano pensieri di umiliazione e di vergogna, dunque la risposta spesso è un attacco o una fuga.
  • Umiliare qualcuno assumendo un atteggiamento di scherno non ti metterà nella posizione di uscire dal processo comunicativo con un risultato favorevole.

Nessuno ama parlare con i palloni gonfiati, anzi tutti amano sgonfiarli.

Secondo pensiero egoico: ora ti faccio cambiare idea.

Nelle conversazioni, maggiormente in quelle in cui pensiamo di saperne di più, ci capita di essere talmente convinte delle nostre argomentazioni e di avere ragione da impuntarci, e così si finisce per trasformare l’incontro comunicativo in scontro.

Come evitarlo?
In una conversazione rispetta l’altro e ricorda che

  • Nessuno gradisce che gli venga imposto qualcosa, proprio come non lo gradisci tu o io.
    Quando qualcuno prova a farlo tendiamo ad essere ostili, maldisposte e contrarie, perché ci fa sentire come se qualcuno volesse prendere il controllo su di noi o ci volesse comandare.
  • Per quanto possiamo fornire argomentazioni dettagliate e attendibili, l’altro si sentirà di dover difendere i suoi pensieri, se stesso.

Imporre le nostre idee ad altri senza il loro consenso è come tentare di mettere la sella a un mustang, ergo qualcuno finirà col culo per terra e non sarà il cavallo.

Ci sei? Proseguiamo 😉

Terzo pensiero egoico: adesso te lo dimostro io.

Quando ci confrontiamo con gli altri può capitare di avere dei pensieri divergenti su determinate argomentazioni, tuttavia nel momento in cui ragiono in termini di “adesso ti dimostro che tu hai torto e io ragione” lo scambio comunicativo verrà interrotto perché l’altro si sentirà attaccato e con le spalle al muro.

Come evitarlo?
In una discussione sganciati dal pensiero egoico di dover dimostrare agli altri che hai ragione e cerca di capire il loro punto di vista, inoltre tieni presente che

  • A nessuno piace avere torto, nemmeno a te o a me, pensaci.
    L’idea di avere torto ci fa sentire deboli e attaccabili, dunque ci pone in uno stato di chiusura e di difesa.
  • Dimostrargli che ha torto non ti mette nella condizione di avere il suo consenso.

Dire apertamente a qualcuno che ha torto non gli farà cambiare idea, anzi vorrà dimostrarti che sei tu ad avere torto marcio.

Strategia di mediazione verbale altamente efficace.

Una strategia di mediazione verbale che ritengo molto efficace da usare quando una conversazione sta prendendo una piega che non ci piace e abbiamo idee divergenti dalla persona che abbiamo davanti è

Uhm… In merito a … la penso diversamente… tuttavia è probabile che non ho tutte le informazioni, ti andrebbe di esaminare insieme la questione?

Con questo approccio comunicativo informiamo l’altro che abbiamo pensieri divergenti ma gli diamo la possibilità di esprimere il suo parere senza sentirsi attaccato.

Fa la differenza, vero? 😉

Passiamo adesso ad un esempio pratico.

Esempio pratico, l’approccio di Luisa.

Di seguitoti riporto un episodio che per me è stata la migliore lezione di mediazione e comunicazione di tutta la mia vita.

Ero a cena con amici e due dei commensali sono finiti nel tunnel del “adesso te lo dimostro io”. Così in pochi minuti una nuvola di imbarazzo generale rese l’aria davvero pesante. Difatti, i protagonisti della discussione seppur, in punti opposti della tavolata, consumarono i pasti allo stesso modo: corrosi dal pensiero di non aver avuto la meglio nella discussione. Tuttavia, Luisa, la padrona di casa, fece qualcosa di davvero sbalorditivo. Sì alzò, andò a prendere il gelato, lo poggiò sul tavolo, e con le spalle curve, flesse verso l’interno, disse: “Mi dispiace non aver preparato una torta. Sono davvero pessima. Vi invito a cena e poi vi faccio mangiare il gelato del discount. Scusatemi”. La reazione di tutti noi fu quella di rincuorarla pronunciando frasi del tipo “Ma cosa dici?/ Hai preparato una cena buonissima!/ Il gelato va più che bene”. Così ci sorrise e rispose “Siete davvero gentili, tuttavia sono davvero imperdonabile!”. Tutti la guardammo con dolcezza. E lei, scrutando i due col broncio, aggiunse “Come padrona di casa, vi chiedo scusa per non aver saputo intervenire e dire la mia in una discussione così importante per voi. Mi sento così in imbarazzo. Avrei voluto agire, tuttavia mi ha impedito di farlo il timore di darvi l’idea che fosse importante il pensiero dell’uno e non dell’altro, poiché vi capisco entrambi. E comprendo la vostra animosità nel difendere le vostre idee. Anche io in una discussione non mollo finché non dimostro all’altro che ho ragione, perché è un po’ come dimostrare a me stessa che è realmente così. Vi prego davvero di scusarmi, so di essere in fallo con entrambi doppiamente, sia perché non ho una torta da offrirvi e sia perché non ho saputo dirvi la mia, mi dispiace.” E, come per magia, entrambi dissero di dover essere loro a chiedere scusa a lei e ai presenti. Così, si strinsero la mano e si scusarono.

Prima di andar via domandai a Luisa come mai si era scusata con quei due nonostante fossero stati loro poco attenti nei suoi confronti, e lei rispose:

Se qualcuno è furioso e tu desideri fargli capire che ha sbagliato, con i rimproveri non otterrai nulla, ma se lo poni nella condizione di riflettere, senza sentirsi minacciato, egli si scuserà solo.

Conclusioni

In questo post hai appreso quali sono i tre pensieri egoici che ostacolano la comunicazione. Inoltre attraverso gli esempi, ti ho fatto toccare con mano quali effetti hanno i tre pensieri egoici sulla comunicazione e come evitarli. Quindi, in linea conclusiva, dopo averti fornito anche una strategia di mediazione, voglio aggiungere solo che, come certamente avrai intuito,

Le conversazioni sono di natura neutra, è attraverso la nostra comunicazione verbale e non che si trasformano in scontri o in dialoghi.

Spero che questo articolo ti sia utile. Se ti va, fammelo sapere, lascia un commento o scrivimi un messaggio.

Ti abbraccio, Carmela ❤️😊

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